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2 nuovi studi sull'alimentazione infantile

10 novembre 2016 | Curiosità, Integratori alimentari, Formazione

La ricetta perfetta per una corretta alimentazione infantile rimane una delle grandi sfide per i dietisti e specialisti in alimentazione. Si tratta inoltre di un argomento che suscita molte discussioni e sul quale spesso non è facile trovare un consenso tra posizioni contrapposte. Ci sono molti esperti che offrono consigli diversi e non è facile capire quale sia la formula migliore.
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Recentemente sono stati resi noti al pubblico due rapporti che, al di là di tutte queste polemiche, forniscono alcuni dati di grande interesse sull’alimentazione nelle prime fasi della vita. Vorremmo sottoporre alla vostra attenzione questi studi approfonditi, entrambi basati su dati statistici e prove scientifiche, che speriamo possano contribuire a una scelta più consapevole. Le informazioni non sono mai abbastanza quando si tratta di pianificare l’alimentazione dei propri figli, e una maggiore conoscenza delle misure attualmente adottate dalle istituzioni pubbliche può rivelarsi molto utile.


 

Il rapporto FAROS: proposte per l'alimentazione infantile

Il primo studio di cui vogliamo parlarvi è quello 10° Rapporto FAROS, presentato mercoledì scorso, 26 ottobre, nell’Auditorium dell’edificio didattico dell’Ospedale Sant Joan de Déu, a cura di FARI, una piattaforma digitale per la promozione della salute e del benessere dei bambini. Questa piattaforma integra anche l’Osservatorio sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza dello stesso ospedale. Il suo rapporto è stato pubblicato con il titolo “Guida per un’alimentazione infantile sana ed equilibrata. Rispondere ai dubbi, sfatare i miti e chiarire i concetti”, e offre alcuni consigli sull’alimentazione dei più piccoli della famiglia.faros

Come di consueto, il rapporto ha sottolineato la necessità di mangiare molta frutta e verdura –solo il 2% dei bambini consuma le quantità raccomandate di verdura e il 20% quelle di frutta– e l’importanza di mangiare pesce più volte alla settimana. Inoltre, ha fornito anche alcune statistiche sui abitudini di consumo delle famiglie durante la cena. Sono stati forniti dati sugli orari più comuni in cui si cena e sul numero di membri della famiglia cenano tutti insieme – a quanto pare, molti membri della famiglia cenano in un momento diverso rispetto agli altri. Si è persino detto che fino al 30% degli intervistati approfitta del momento del pasto per guardare la televisione o il cellulare.

Le nuove tendenze in materia di alimentazione al centro del dibattito

In questa occasione, tuttavia, si è posto particolare accento sulla necessità di rompere con le nuove tendenze che stanno emergendo in relazione all'alimentazione infantile: esiste la falsa convinzione che le diete senza glutine, il latte o la carne possono essere utili per seguire un’alimentazione sana. Tuttavia, a meno che non vi sia una diagnosi clinica che consigli il contrario, il lattosio è importante per l’assorbimento del calcio. Per quanto riguarda le diete vegane, è possibile seguirle, ma a volte i bambini possono avere difficoltà ad assumere la dose necessaria di vitamina B12. Infine, per quanto riguarda il glutine, è perfettamente salutare per le persone non celiache.


 

Studio ALADINO 2015: ridurre il sovrappeso e l'obesità

Il Agenzia spagnola per il consumo, la sicurezza alimentare e la nutrizione (AECOSAN), insieme al Osservatorio sulla nutrizione e lo studio dell'obesità (NAOS) sono stati presentati lo scorso 7 novembre presso la Segreteria di Stato alla Cultura, nell'ambito della X Convegno NAOS 2016, il “Studio di monitoraggio sulla crescita, l’alimentazione, l’attività fisica, lo sviluppo infantile e l’obesità in Spagna. 2015”, meglio conosciuto come Studio ALADINOimagen_estudio_aladino_2015

In questo rapporto, al quale hanno partecipato oltre 10.000 scolari di età compresa tra i 6 e i 9 anni, si osserva che negli ultimi 4 anni il sovrappeso –che comprende sia il sovrappeso come la obesità– in queste fasce d’età è scesa dal 44,51 TP3T al 41,31 TP3T. Si tratta di una buona notizia, poiché significa che il numero di bambini con un peso considerato sano è aumentato di 3,2 punti percentuali. Tuttavia, il segretario tecnico dell’Osservatorio sulla nutrizione, Napoleón Pérez, ha chiarito che “non possiamo abbassare la guardia” e che bisogna continuare a procedere in questa direzione.

Durante la presentazione si è parlato della importanza del livello economico e di istruzione dei genitori, poiché le famiglie con redditi più bassi – fino a 18.000 euro lordi all’anno – presentano una percentuale maggiore di bambini obesi (54,8%) mentre le famiglie con redditi più elevati – a partire da 30.000 euro lordi all’anno – registrano una percentuale inferiore (22,6%). Si è parlato anche della l'importanza di praticare ogni tipo di attività fisica e sportiva. E il fatto di consumare Trascorrere molte ore del tempo libero davanti alla televisione, al computer o ai videogiochi è associato alla prevalenza dell’obesità. Soprattutto nel caso dei bambini che hanno questi dispositivi in camera.

Per ulteriori informazioni, potete consultare la versione completa del Studio Aladino 2015  sul suo sito web oppure scaricalo in formato PDF.

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