La settimana scorsa l'ONG Greenpeace ha divulgato 248 pagine di documenti relativi ai colloqui tra l'UE e gli Stati Uniti sull'accordo commerciale TTIP. In questa documentazione si conferma che le due potenze economiche presentano divergenze su questioni quali gli appalti pubblici e, in particolare, sulla armonizzazione dalla legislazione in materia di cosmetici. Si illustra inoltre la pressione esercitata dagli Stati Uniti per ridurre i livelli di regolamentazione europei in materia di salute, ambiente e alimentazione.
Il Partnership transatlantica per il commercio e gli investimenti (TTIP) Si tratta di una proposta di trattato sul libero scambio tra l’UE e gli Stati Uniti, i cui negoziati sono iniziati nel 2013. L’accordo consentirebbe, secondo i suoi promotori, di ridurre i dazi doganali e di agevolare e potenziare l’attività delle imprese europee negli Stati Uniti e viceversa. Allo stesso tempo, il progetto di trattato mirerebbe ad armonizzare la normativa in sette settori economici specifici: cosmetici, prodotti ingegneristici, nuove tecnologie, materiali medici, pesticidi, prodotti farmaceutici, tessili e veicoli.
Come avevamo già trattato lo scorso anno in un articolo, il Gabinete Técnico Farmacéutico M. Camps si è dichiarata fermamente contraria all’armonizzazione nel settore dei cosmetici. La nostra chiara presa di posizione sul TTIP ha una motivazione di peso: mentre nell’Unione Europea, il Allegato II del regolamento include un elenco di 1.328 sostanze vietate nella produzione di cosmetici; negli Stati Uniti l’elenco comprende solo 11 ingredienti. Ciò significa che ci sono 1.317 sostanze potenzialmente pericolose che potrebbero diventare ingredienti dei cosmetici presenti sul nostro mercato.
Le ultime notizie fornite da Greenpeace hanno reso nota al pubblico la posizione della delegazione statunitense su alcuni punti chiave dell’accordo – la posizione dell’UE è stata invece più apertamente resa nota – e, al contempo, hanno influito negativamente sui negoziati, che oggi rischiano sempre più di fallire. Riteniamo che sia una buona notizia che le autorità europee continuino a tutelare i cittadini dell’UE e che non abbiano ceduto riguardo alla normativa sui cosmetici, che, in caso di armonizzazione, consentirebbero l’ingresso nel nostro mercato di prodotti contenenti ingredienti pericolosi.
